L’Italia si distingue nuovamente nel panorama agroalimentare internazionale con l’ideazione del primo biscotto da agricoltura rigenerativa, un prodotto che segna un passo importante nel connubio tra gusto e sostenibilità ambientale. Questo nuovo biscotto nasce dalla collaborazione tra Mulino Bianco e Buongrano, due realtà che da tempo si impegnano per promuovere pratiche agricole più responsabili e rispettose del suolo.
Il progetto, sviluppato in Italia, si basa su una filiera agricola completamente rigenerativa, finalizzata a migliorare la fertilità del terreno e a favorire la biodiversità. L’agricoltura rigenerativa rappresenta un approccio innovativo che va oltre la sostenibilità tradizionale, puntando a ripristinare gli ecosistemi agricoli attraverso tecniche quali la rotazione delle colture, il mantenimento della copertura vegetale e l’uso limitato di fertilizzanti chimici.
Il nuovo biscotto, realizzato con grano coltivato esclusivamente secondo questi principi, si propone non solo come un prodotto di alta qualità gustativa, ma anche come un simbolo di un’agricoltura più consapevole e responsabile. La scelta di utilizzare il grano rigenerativo contribuisce a ridurre l’impronta ecologica della produzione e a valorizzare il lavoro degli agricoltori impegnati in pratiche virtuose.
Mulino Bianco e Buongrano: un connubio per la rigenerazione del suolo
Mulino Bianco, marchio storico di prodotti da forno appartenente al gruppo Barilla, ha deciso di investire in questa innovazione collaborando con Buongrano, un’azienda specializzata nella coltivazione di cereali rigenerativi. Questo sodalizio ha permesso la realizzazione di un prodotto unico nel suo genere, che coniuga la tradizione della pasticceria italiana con la rivoluzione verde dell’agricoltura.
L’iniziativa risponde a una crescente domanda dei consumatori di prodotti alimentari che siano non solo gustosi, ma anche sostenibili e attenti all’impatto ambientale. Inoltre, la produzione di questo biscotto si inserisce in un più ampio progetto di Mulino Bianco volto a ridurre le emissioni di gas serra e a promuovere pratiche agricole rigenerative su larga scala.
La nascita del primo biscotto da agricoltura rigenerativa in Italia rappresenta un modello da imitare per l’intero settore agroalimentare nazionale. Favorire la diffusione di coltivazioni rigenerative non solo aiuta a contrastare il degrado del suolo, ma contribuisce anche a preservare la biodiversità e a mitigare i cambiamenti climatici.
Le aziende coinvolte hanno sottolineato come questo progetto sia solo l’inizio di un percorso che porterà a una maggiore integrazione di pratiche rigenerative nelle loro filiere produttive. In questo modo, il consumatore potrà scegliere prodotti che raccontano una storia di rispetto per l’ambiente e per le comunità agricole, facendo della sostenibilità un elemento centrale della qualità.








