Congelare i cibi è una soluzione valida per preservare la loro freschezza, ma non sempre funziona con i formaggi: le regole alimentari.
In un tempo in cui gli elettrodomestici sono parte integrante della quotidianità, un grande merito va a frigorifero e freezer. Entrano in gioco ogni giorno nella lotta agli sprechi, grazie alla possibilità che offrono di preservare le qualità degli alimenti anche per lungo tempo.
Le temperature sotto lo zero del congelatore, in particolare, creano un microclima ideale per conservare il cibo che tende a deperire facilmente con il calore. Il processo consente di fatto di bloccare la proliferazione batterica e mettere un freno all’attività enzimatica, responsabili di un rapido “invecchiamento”.
I vantaggi sono molteplici, eppure questa pratica porta ancora oggi a fare i conti con molti dubbi. Un capitolo interessante si apre quando si parla della categoria dei latticini. I prodotti caseari non sempre possono trarre vantaggi dal congelamento.
Al contrario, la loro composizione può essere alterata dal freddo eccessivo, che potrebbe in alcuni casi rovinare le loro caratteristiche rendendoli perfino pericolosi. I formaggi più adatti alla conservazione in freezer sono quelli a pasta dura e semidura. Rientrano tra questi Provola, Asiago, Edamer, Emmental, Fontina, Parmigiano Reggiano, Pecorino e Grana.
Si tratta di formaggi poco umidi, le cui proprietà organolettiche non vengono intaccate durante il congelamento. La loro bontà quindi, si può prolungare senza alcun rischio di danneggiare consistenza, colore e gusto. Diverso è il discorso per molti altri latticini che non dovrebbero mai finire nel congelatore.
Quali formaggi non si devono mai congelare
Per quanto il congelamento possa sembrare una soluzione efficace per risparmiare in casa, può rivelarsi controproducente nel caso di alcuni prodotti caseari. Possono trarre giovamento dalla conservazione in frigorifero, ma metterli nel freezer è un grosso errore se si tratta di formaggi freschi o a pasta molle.

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Si parla quindi di mozzarella di bufala, mozzarella vaccina, ricotta, stracchino, robiola, taleggio, brie, burrata e tutti i formaggi spalmabili. Il motivo è legato alla grande percentuale di acqua presente nella loro composizione che, una volta congelata, andrebbe ad alterare irrimediabilmente il prodotto.
Ci si ritroverebbe a fare i conti con alimenti che hanno perso il loro sapore e la consistenza e che quindi non si possono più consumare. Come detto poc’anzi tuttavia, i formaggi a pasta dura e semidura si prestano bene al congelamento, a patto che sia eseguito secondo precise regole.
Per una conservazione ideale è essenziale che siano grattugiati o ridotti in piccoli cubetti, oltre che ben riposti in sacchetti alimentari sigillati e senza aria. I formaggi si possono tenere in freezer anche fino a 6 mesi nel caso di quelli a pasta dura e fino a 3 mesi se a pasta semidura. La qualità potrebbe essere compromessa se queste tempistiche vengono superate.
Lo scongelamento è altrettanto importante. Per evitare uno sbalzo termico, si può riporre il formaggio nel frigorifero attendendo che si decongeli naturalmente. Una volta rimessi in uso non dovrebbero più tornare nel freezer. Questi semplici accorgimenti consentono quindi di evitare gli sprechi nel caso di grandi quantità di formaggio, che si potrà utilizzare all’occorrenza tenendo una scorta sempre pronta.








