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Come buttare l’olio usato dopo la frittura: il trucco geniale che quasi nessuno conosce

Nonostante le campagne di sensibilizzazione ambientale, molti cittadini continuano a smaltire impropriamente questo rifiuto
Smaltimento dell’olio da cucina: un problema ancora diffuso(www.alimentarebiologico.it)

Nel contesto della gestione dei rifiuti domestici, uno degli aspetti più trascurati riguarda lo smaltimento dell’olio usato dopo la frittura.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione ambientale, molti cittadini continuano a smaltire impropriamente questo rifiuto, causando gravi danni sia agli impianti di depurazione sia all’ambiente. Ecco una guida aggiornata e dettagliata sulle corrette modalità di conferimento dell’olio di frittura usato, una tematica sempre più rilevante per la sostenibilità urbana.

In Europa, ogni cittadino produce mediamente mezza tonnellata di rifiuti all’anno, di cui circa il 50% non è completamente riciclabile. Tra questi, l’olio esausto rappresenta una categoria particolare di rifiuto “ostico” da gestire correttamente. L’errore più frequente è quello di versare l’olio nel lavandino o nel water dopo la cottura, pratica che compromette la funzionalità degli impianti fognari e depurativi, oltre a inquinare le acque. L’olio infatti non è biodegradabile e non può essere disperso nel terreno o nel giardino, poiché danneggia la flora e la fauna locale.

Per questo motivo, l’olio di frittura deve essere raccolto in contenitori dedicati, forniti dai comuni insieme agli altri strumenti per la raccolta differenziata. Una volta pieno, il contenitore deve essere portato all’isola ecologica più vicina, dove sarà avviato a un ciclo di riciclo specifico e sicuro per l’ambiente.

Cosa sono e come funzionano le isole ecologiche

Le isole ecologiche sono aree attrezzate e sorvegliate, presenti in molti comuni italiani, destinate alla raccolta differenziata di rifiuti non smaltibili tramite il normale sistema di raccolta porta a porta o cassonetti stradali. Tra i rifiuti accettati vi sono anche gli oli alimentari esausti, che devono essere conferiti separatamente per poter essere trattati e rigenerati.

Il Comune di Lonato del Garda, per esempio, ha recentemente aggiornato la sua isola ecologica situata in Via Tellaroli (Centenaro), la quale è aperta in specifici orari settimanali e garantisce l’accesso libero e senza barriere architettoniche. Qui i cittadini possono portare il proprio olio usato, conferendolo nei contenitori appositi disponibili in loco, contribuendo così a un ciclo virtuoso di recupero ambientale.

Versare l’olio di frittura nel sistema fognario genera vari problemi: l’olio può ostruire le tubature, aumentare i costi di manutenzione

Perché riciclare l’olio usato è fondamentale (www.alimentarebiologico.it)

Versare l’olio di frittura nel sistema fognario genera vari problemi: l’olio può ostruire le tubature, aumentare i costi di manutenzione degli impianti e compromettere il processo di depurazione delle acque reflue, con conseguente rilascio di sostanze inquinanti nell’ambiente. Inoltre, l’olio disperso nel terreno può alterare l’equilibrio naturale, rendendo difficile la crescita delle piante e danneggiando gli organismi del suolo.

Il corretto conferimento dell’olio esausto permette invece di trasformarlo in risorsa: attraverso processi di riciclo, questo può essere convertito in biocarburanti o utilizzato nell’industria chimica, riducendo la dipendenza da fonti fossili e limitando l’impatto ambientale complessivo.

Come gestire l’olio usato in casa

Per evitare sprechi e smaltimenti errati, è consigliabile raccogliere l’olio usato in bottiglie di plastica o contenitori chiusi subito dopo la frittura. È importante attendere che l’olio si raffreddi completamente prima di maneggiarlo per motivi di sicurezza. Una volta riempito, il contenitore può essere conservato temporaneamente in un luogo fresco e asciutto, in attesa di portarlo all’isola ecologica.

Nel caso in cui il proprio comune non fornisca contenitori specifici per l’olio esausto, è comunque possibile consegnare l’olio raccolto all’isola ecologica più vicina, garantendo così un corretto smaltimento.

Il ruolo delle amministrazioni locali e la sensibilizzazione ambientale

Molti comuni italiani hanno adottato strategie efficaci per promuovere la raccolta differenziata, tra cui la distribuzione capillare di contenitori per l’olio usato e campagne informative mirate a educare i cittadini sull’importanza di un corretto smaltimento. Inoltre, alcune amministrazioni hanno introdotto sistemi di incentivi per premiare gli utenti più virtuosi, mediante sconti sulla tassa rifiuti (TARI) o punti accumulabili tramite smart card.

Questi strumenti rappresentano un passo importante verso una gestione più sostenibile dei rifiuti urbani, aspetto cruciale per la tutela dell’ambiente e la salute pubblica.

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